Valentino prende a calci Marquez e la storia

 

9 titoli mondiali e 36 anni suonati non sono bastati. Il pericolo nello sport come nella vita è sempre dietro l’angolo e saperlo affrontare nel modo migliore può diventare impossibile anche per chi ha sapientemente scelto strategia e regolarità come armi letali per continuare a respingere freschezza e gioventù degli avversari. Questo pericolo risponde al nome e cognome di Marc Marquez e stavolta Valentino non ha retto. La sua mente fredda che più volte ha costretto i numerosissimi rivali ad alzare bandiera bianca ha vacillato, come un terreno eternamente stabile sottoposto ad un improvviso terremoto. Davanti alla TV i vari Biaggi, Gibernau, Stoner non avranno creduto ai loro occhi. Eppure il fantasma impossibile da abbattere è caduto all’improvviso, sotto la pressione che sembrava poter tranquillamente gestire dall’alto della sua enorme esperienza. Si apre in maniera inattesa una luce che i tre spettatori in ritiro forzato dalla Moto GP forse ormai non speravano di poter rivedere. Anche se loro non ce l’hanno mai fatta hanno scoperto comodamente seduti sul divano di casa che l’apparentemente impossibile era invece possibile e che Valentino in realtà non è mai stato imbattibile. Soltanto che davanti a loro c’era un’ombra talmente solida da sembrare un muro, un uomo temprato dalle vittorie e talmente sicuro di sé da sembrare agli occhi impauriti degli avversari di un altro pianeta. Valentino però aveva dalla sua un vantaggio, era sempre un decimo più veloce degli altri e quel piccolo margine lo aiutava a tenere in piedi la leggenda.

Rossi_Marquez-Sepang-1-2Ora che il talento prodigio Marquez ha sfondato quel muro di inaccesibilità il vantaggio si è dissolto come neve al sole. A differenza degli strepitosi duelli del passato dove le redini erano sempre nelle sue mani, stavolta è stato Marquez (seppur in maniera eufemisticamente poco sportiva) a giocare con il Dottore. Marc è caduto ma Rossi ci è cascato. E questo Valentino non l’ha accettato, dunque lo rivedremo a Valencia più agguerrito che mai perché sulle due ruote lui è e vuole rimanere sempre il numero 1. Pardon, il numero 46.

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