Il trono sotto attacco

Sembrava infinita, invece no. La striscia di 38 finali consecutive negli Slam con la presenza di almeno uno tra Federer, Nadal o Djokovic (in Australia nel 2005 si fronteggiarono due ex numeri 1 Safin vs Hewitt e Federer perse 9-7 al quinto la semifinale contro il futuro vincitore del torneo) si è bruscamente interrotta in un torrido sabato pomeriggio a New York. nishikori-cilicIl giorno dopo il pauroso ritiro con svenimento di Shuai Peng, Djokovic prima e Federer poi si fermano in semifinale contro tutti i pronostici. Novak si arrende al quarto set ai colpi da fondo del giovane allievo di Michael Chang, quel Kei Nishikori che a Madrid aveva già messo sotto per oltre un set, prima di subire un infortunio, il re della terra Rafa Nadal. Subito dopo va in onda l’incredibile dominio di un Cilic con un servizio in modalità Ivanisevic (suo attuale coach) contro un Federer che ancora non ha smaltito le forti emozioni e i due match point annullati a Monfils nei quarti. Se da un lato la classifica non mostra crepe nelle prime tre posizioni che rimarranno invariate almeno fino a fine anno, questo segnale può essere l’inizio di un cambiamento atteso da oltre un decennio. Dal 2 Febbraio 2004, infatti, la prima posizione del ranking è stabilmente occupata dai tre grandi del tennis moderno. I più forti sono ancora loro ma un Federer 33enne, un Nadal alle prese con polsi e ginocchia messi sotto pressione dal suo gioco e il Djokovic non sempre brillante di questa stagione lasciano intravedere uno spiraglio prima inesistente per il resto degli avversari. Il trono per ora regge con i tre saldamente al comando del ranking, intanto prepariamoci ad una finale inedita tra Nishikori e Cilic nella notte americana. Grazie a loro possiamo almeno pensare che questa epoca tennistica presto (?) volgerà al termine.

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