Il biscotto è servito

I tifosi di Valentino Rossi lo hanno prima temuto e poi visto realizzare nei 45 minuti più seguiti della storia della Moto GP. A nulla sono contate le parole e le strampalate ipotesi (con annesse scommesse di ogni tipo avanzate dai bookmaker inglesi) che hanno preceduto l’ultimo GP della stagione che in terra valenciana incorona per la terza volta Jorge Lorenzo campione del mondo nella categoria regina delle due ruote. Jorge parte in testa, Valentino in coda penalizzato dal calcio di due settimane fa e costretto a sorpassare tutti per rincorrere il decimo titolo. Ne sorpassa undici dopo tre curve, poi a seguire gli altri fino ad issarsi in quarta posizione ma con l’handicap di oltre dieci secondi da recuperare in meno di venti giri dai primi tre che in ordine di classifica e posizione rispondono ai nomi di Lorenzo, Marquez e Pedrosa. Come se il Brasile avesse dovuto recuperare lo 0-5 del primo tempo contro la Germania nei mondiali 2014 ma giocando fuori casa. Lorenzo-Marquez-Valencia-20151La Yamaha di Lorenzo martella giri non velocissimi ma continui, Marquez è come un’ombra, trenta giri da angelo custode nei quali non accenna né a perdere un decimo né ad azzardare un quanto mai delicato sorpasso. In alcune curve sembra perfino rilassato, come se ne avesse di più, non solo per sorpassare Jorge ma anche per distanziarlo. Tutto ciò non servirebbe a nessuno, perché l’accordo seppur non scritto c’è, e oltre che essere decisivo per Lorenzo oggi, potrebbe risultare comodo a Marquez domani. Tutto lascia presagire ad un arrivo in sfilata dei tre spagnoli, con i due della Honda a fare da sparring partner a Lorenzo. Fino a due giri dalla fine quando Dani Pedrosa inizialmente in difficoltà prova a sferrare l’inaspettato attacco per vincere il GP. Il tentativo è deciso, ma Marquez si risveglia dal torpore e tira fuori gli artigli contro il suo compagno di squadra. Sorpasso di Dani neutralizzato nell’arco di pochi metri dal giovane talento spagnolo, rischio incidente scongiurato, sospiro di sollievo per Lorenzo e tutto torna tranquillo fino alla bandiera scacchi dove il biscotto è servito davanti alle telecamere di tutto il mondo a due ruote. Lorenzo esulta, Marc e gli spagnoli anche. Valentino prende gli applausi di tutti ma non basta. Perde un mondiale incredibile dove è stato in testa dalla prima alla penultima gara, nella quale ha commesso un’ingenuità fatale.

rossi-marquezSi sfoga davanti ai microfoni con la sua solita aria scanzonata, ben sapendo di essere lui oggetto della beffa. Sa di aver perso un’occasione unica che forse non si presenterà più visti i 36 anni sulla carta d’identità e il talento che Marquez ha mostrato negli ultimi anni. Sappiamo però che Rossi non si è mai arreso e dopo questo finale, smaltita l’amarezza, vorrà soltanto rimettersi in sella per sfidare nel 2016 ciascuno dei suoi rivali (se necessario anche coalizzati) regalandoci ancora duelli memorabili.

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