I numeri del tennis ATP 2014

Manca soltanto un mese all’apertura della stagione maschile 2015 nel nuovo continente quando abbiamo ancora negli occhi la finale di Davis che ha laureato la svizzera campione per la prima volta nella storia. La stagione appena conclusa è stata emozionante e ancora una volta vinta ai punti dal tridente dei vecchi campioni Djokovic-Federer-Nadal contro una nuova generazione che forse per la prima volta sembra fare sul serio e proverà ad interrompere l’egemonia dei tre che dominano ininterrottamente la classifica da oltre 10 anni. Ecco le pagelle dei migliori e i peggiori del tennis ATP 2014:

djokovic federer wimbledon 2014Novak Djokovic voto 9. Una stagione che per altri sarebbe fantastica per lui è quasi di routine. Vince “soltanto” uno Slam battendo a Wimbledon in finale un Federer in gran forma, perde 9-7 al quinto ai quarti degli Australian Open dal futuro campione Wawrinka, in finale sulla terra di Parigi (titolo che ancora manca e vero obiettivo 2015) e in semifinale agli US Open. Ripete la difficile accoppiata Indian Wells – Miami, si aggiudica Roma e dopo una fase centrale (pre e post Wimbledon) leggermente sottotono, dopo essere diventato papà domina il finale di stagione assicurandosi Paris Bercy e il terzo Masters consecutivo chiudendo così al numero 1 per la terza volta in quattro anni. Ingiocabile quando è in forma ha nel mirino un certo Nadal per numero di settimane in testa al ranking. Macchina da guerra.

Roger Federer voto 9. Ha vinto soltanto uno degli ultimi 19 Slam, è vero. Ma a fine 2013 nemmeno i suoi più agguerriti sostenitori avrebbero sperato in un 2014 così ricco di soddisfazioni per la leggenda vivente del tennis. Sotto l’ala del maestro del serve&volley Stefan Edberg cambia l’impostazione del suo gioco cercando rapidità soprattutto contro avversari che prediligono scambi da fondo. I risultati sono ottimi, raggiunge 5 finali nei master 1000 vincendo a Cincinnati e Shanghai. La sua partita perfetta è il doppio 6-4 rifilato al numero 1 Djokovic nella semifinale giocata in Cina. La più emozionante è la finale di Wimbledon, sempre contro Djokovic, dove recupera da una situazione disperata cedendo il passo soltanto al termine del set decisivo. Nel finale di stagione per ben tre volte riesce a recuperare match point e ribaltare l’esito dell’incontro. Tsonga, Mayer e Wawrinka vengono risucchiati da una nuova solidità mentale del campione elvetico. Unico neo stagionale è non essere sceso in campo in finale ai Masters per problemi alla schiena. A Novembre, a 33 anni suonati mette in bacheca la sua prima Coppa Davis battendo i francesi assieme al compagno Stan. Ormai gli manca soltanto il titolo olimpico in singolare e Rio 2016 si sta avvicinando. Chiude la stagione al numero 2 sorpassando l’infortunato Nadal, tanto per ribadire che l’era Federer non è ancora volta al termine. Immortale.

Rafael Nadal voto 8,5. Il voto è per la prima metà dell’anno in cui riesce a mantenere la testa del ranking fissando in un colpo solo due record che rimarranno a lungo imbattuti: 1) Vincere almeno uno Slam per 10 anni consecutivi. 2) Vincere per 9 volte il Roland Garros. Da segnalare inoltre la finale raggiunta agli Australian Open condizionata da un infortunio subito a metà incontro e la vittoria al master di Madrid oltre alle finali perse da Djokovic a Miami e Roma. A Wimbledon e Basilea in condizioni non ottimali viene eliminato da due teenager (Kyrgios e Coric) che potrebbero essere le rivelazioni del prossimo futuro. Nell’anno in cui inizia da numero 1 e termina al numero 3 del ranking Rafa è stato fermato dall’infortunio al polso destro e l’operazione all’appendicite che ne hanno prima rallentato e poi interrotto definitivamente la seconda parte di stagione. Gli acciacchi dovuti al suo gioco massacrante iniziano a farsi sentire ma quando il fisico lo sostiene è ancora in grado di lottare per vincere su tutte le superfici. Guerriero.

Stanislas Wawrinka voto 8,5. Da ottimo gregario a vincente. Questo è il salto di livello mentale che gli ha permesso di vincere nell’ordine Australian Open battendo Djokovic e Nadal, master 1000 di Montecarlo superando in finale Federer e Coppa Davis. Dopo i suoi fantastici rovesci ad una mano l’esultanza con il dito alla tempia che lo contraddistingue nell’ultimo periodo è segno di una maturità raggiunta alla non tennisticamente tenera età di 29 anni. Ora però inizia il difficile, ad inizio stagione dovrà difendere i 2000 punti conquistati in Australia, impresa titanica per un normodotato contro degli extraterrestri come i tre che ha davanti in classifica. Il rischio è sprofondare nel ranking e l’impressione è che il 2014 resti un’annata difficilmente ripetibile. Annata d’oro.

Kei Nishikori voto 8. Il più giovane della top 5 vince 4 tornei minori e si arrende soltanto ad un infortunio in finale al master 1000 sulla terra di Madrid contro Nadal in vantaggio di un set e un break. L’occasione più grande la costruisce nell’ultimo Slam della stagione battendo Wawrinka e Djokovic rispettivamente nei quarti e semifinale arrendendosi però inspiegabilmente in finale contro Cilic. Il quinto posto attuale è il suo top ranking ma a 25 anni ancora da compiere, con il professore Michael Chang alle sue spalle e la sua straordinaria forza di volontà il ragazzo può crescere ancora. A patto però che il servizio gli porti quei punti in più nei momenti difficili. L’oriente che avanza.

robredo dito vs murrayAndy Murray voto 5. Sempre in difficoltà sembra non recuperare a pieno dopo l’operazione ricevuta alla fine della stagione precedente. Viene sconfitto in tutti gli incontri con i top 5. Un buon autunno nei campi minori gli permette di qualificarsi in extremis per i Masters dove gioca in maniera pessima chiudendo la sua avventura con un sonoro 6-0 6-1 ricevuto da Federer. Doveva essere uno dei Fab Four ma sembra l’ombra di se stesso. Basti pensare che il suo match dell’anno è la finale vinta contro Robredo a Valencia annullando 5 match point. Con tutto il rispetto per lo spagnolo, per il prossimo anno aspettiamo il baronetto decisamente più in forma. Anno da dimenticare.

Tomas Berdych voto 6,5. Il più costante dei normodotati. Raggiunge per la quinta volta consecutiva i Masters di Londra senza eccellere in nessuna occasione. Formica gigante.

Milos Raonic voto 6,5. Il più giovane della top ten con un servizio devastante tanto da lasciare impotenti gli avversari nei turni di risposta. Può e deve migliorare tecnicamente e, dopo la semifinale persa da un ottimo Federer a Wimbledon, l’obiettivo 2015 è raggiungere almeno una finale Slam provando a salire ancora qualche gradino nel ranking. Ma i primi tre sono francamente irrangiungibili. In crescita.

Marin Cilic voto 8. Sfrutta l’occasione della vita vincendo a New York uno Slam straordinario. Grazie a quei quindici giorni di gloria lo ritroveremo negli annali e nella top ten fino a Settembre 2015 per poi vederlo sprofondare negli abissi della classifica ATP per essere in fretta dimenticato. Exploit.

David Ferrer voto 7. L’unico over 30 nei top ten oltre al Re della racchetta, rintuzza gli attacchi sferrati dai più giovani rimanendo ai vertici e riuscendo addirittura a giocare da riserva i Masters rischiando una clamorosa semifinale con una partita in meno. Nel 2015 è destinato inesorabilmente a cedere il passo alle nuove leve, ma conoscendo la sua grinta venderà cara la pelle. Instancabile.

Grigor Dimitrov voto 7. Finalmente il suo nome non è più soltanto associato a quello dell’illustre collega e fidanzata Maria Sharapova. A soli 23 anni termina in calando al numero 11 un’ottima stagione dove riesce a lottare alla pari con i migliori. Sfiora la finale nel tempio di Wimbledon e su youtube i suoi colpi sono i più cliccati dell’anno. Mostra in alcune occasioni un tennis da top 3, ma gli manca ancora la regolarità che potrebbe farne un campione nei prossimi anni. Il futuro.

Fabio Fognini voto 4. Non basta aver raggiunto la semifinale di Davis e a Marzo il miglior ranking in carriera (13). Chiude l’anno in ventesima posizione litigando con gli arbitri, chiamando zingaro un avversario, mandando a quel paese il pubblico. La gestione della tensione non è il suo forte, ma quest’anno ha ampiamente oltrepassato i limiti. Talento sprecato.

Nikolay Davydenko voto 8. Ottima carriera culminata con la vittoria ai Masters nel 2009. Lascia il circuito essendo stato n° 3 nel 2006 e con l’invidiabile primato di essere l’unico ad avere un saldo positivo (6-5) contro Rafael Nadal in 5 o più incontri giocati. Considerando che Federer è sotto 10-23 niente male davvero. Leone d’oro alla carriera 2014.

Nuove leve voto 7. Pochi ma buoni. Non eravamo più abituati alle grandi sorprese dai tempi di Nadal 19enne che vinceva a Parigi, ma nel 2014 tre under 20 sono entrati in maniera irruenta nel circuito. Zverev a 17 anni raggiunge la semifinale di Amburgo, Kyrgios, 19 anni, batte Nadal con grandi colpi e straordinaria personalità agli ottavi di Wimbledon e Coric, 17 anni, batte sempre Nadal nel finale di stagione a Basilea. Kyrgios chiude la stagione al numero 52 e Coric al numero 91. Sicuramente sentiremo ancora parlare di loro. Promesse da mantenere.

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