All Blacks vs Wallabies, sfida per il trono della palla ovale

Quaranta giorni dopo l’esordio siamo giunti all’attesissimo epilogo. Quindici contro quindici, tremila chili di muscoli e tradizione sono pronti per dare spettacolo dalle ore 16 (17 in Italia) nell’arena londinese di Twickenham per la finale delle finali. Nuova Zelanda contro Australia o meglio All Blacks vs Wallabies.
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Ciascuna delle due nazionali ha in bacheca due titoli mondiali e la vincente salirà sul trono della palla ovale, così come nel mondo del pallone fece nel 1970 il Brasile di Pelè tricampeão mundial e vincitore della coppa Rimet contro l’Italia di Rivera e Mazzola infliggendo agli azzurri un pesantissimo 4-1 nella finale di Città del Messico.

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Da una parte potenza, tecnica e Haka dei mitici All Blacks neozelandesi, nazione piccolissima da sempre all’avanguardia del rugby mondiale, dall’altra la difesa rocciosa e quasi impenetrabile dei Canguri australiani. Alla fine una soltanto festeggerà la vittoria in un gioco dove forza straripante, spirito di gruppo e sportività si distaccano in modo inequivocabile da qualsiasi altro sport. Il rugby, che ad un occhio disattento può sembrare eccessivamente violento, lo inizi invece ad amare fin dalla prima volta in cui ti ci immergi, fin dalla prima regola fondamentale che impari. meta australiaPerché quell’ovale da passare obbligatoriamente indietro e che può avanzare fino alla meta soltanto con l’indispensabile aiuto dei tuoi compagni è davvero il simbolo di questo sport. In attesa della scalata per il futuro ingresso nei giochi olimpici (nel 2016 ai giochi di Rio sarà in prova il rugby a 7) purtroppo molti torneranno a guardare mischie, calci e mete soltanto fra quattro anni in occasione dei mondiali nipponici, ma fortunatamente migliaia di bambini in tutto il mondo grazie a questo evento inizieranno a praticare un gioco che sarà parte integrante della loro educazione atletica e mentale nel periodo più importante della loro vita. Nel frattempo invito tutti gli amanti dello sport che non hanno l’occasione di essere a Twickenham ad accomodarsi sul divano e godersi l’impareggiabile spettacolo delle due squadre più forti al mondo.

Aggiornamento: Gli All Blacks si laureano campioni del mondo bissando il successo del 2011 al termine di un match stellare. Avanti 21-3, rischiano qualcosa con un uomo in meno subendo due mete fino al 21-17 per poi imporre il solito prorompente finale con annesso drop di Carter (migliore in campo) e meta in contropiede che chiude lo spettacolare incontro sul 34-17. Sul trono si confermano con merito i neozelandesi.

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