1000 volte Federer

Dopo aver frantumato record di ogni tipo il Re arriva a quota 1000 vittorie nei tornei professionistici. E lo fa a modo suo, vincendo il suo ottantatreesimo titolo in carriera. Come lui, e per ora più di lui, soltanto Jimmy Connors e Ivan Lendl, leggende assolute della racchetta moderna che giocavano oltre vent’anni fa quando i ritmi in campo erano nettamente inferiori a quelli odierni. Siamo a Brisbane, torneo ATP 250 e banco di prova per l’imminente Slam australiano che si svolgerà come di consueto nei roventi campi di Melbourne Park. In semifinale arriva lo svizzero accompagnato dai tre rampanti giovani Dimitrov, Raonic e Nishikori. Mentre questi due ultimi si danno battaglia fino al tie-break decisivo nella prima semifinale appannaggio del canadese, Roger lascia la miseria di quattro game in 53 minuti al suo avversario nella seconda. E festeggia così la vittoria numero 999. Eppure ci sono dieci anni di differenza tra i due. Eppure Dimitrov è considerato il suo erede naturale. Eppure, ancora una volta, il bulgaro esce sconfitto nel confronto diretto. In finale l’elvetico neutralizza i missili di Raonic entrando nel ristretto olimpo dei giocatori con mille vittorie nel circuito marcando così un altro passo verso la leggenda. Mentre gli altri (Nadal e Djokovic in ritardo di preparazione si fermano davanti ad avversari apparentemente minori a Doha dove trionfa Ferrer) devono essere sempre al top della forma fisica, a Federer basta fare quello che la natura gli ha insegnato al meglio. Giocare a tennis con naturalezza. Gli appassionati sperano che le sue motivazioni rimangano intatte col passare degli anni e almeno fino alle Olimpiadi di Rio 2016 possono dormire sonni tranquilli poiché è l’unico titolo che manca nella sua stracolma bacheca. E a lui, si sa, piace vincere tutto. Per quanto riguarda il suo fisico certamente la continuità non potrà mai essere quella del quadriennio d’oro quando dominava sistematicamente nei campi di tutti i continenti, ma con una corretta programmazione può vincere ancora molto nel prossimo triennio, magari saltando alcuni tornei minori. L’alba di questo 2015 ci ha comunque dato una certezza: il vecchio leone continua a ruggire. Djokovic, Nadal e le nuove leve sono avvisati, se vogliono batterlo dovranno lottare con il coltello tra i denti ancora per molti giorni.

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